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Paolo Damiani eletto Presidente di IJI

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La Federazione Il Jazz Italiano (IJI) annuncia un importante momento di rinnovamento, che segna l’avvio di una nuova fase del proprio percorso.

Al termine del suo mandato, la Federazione saluta il presidente uscente Roberto Ottaviano, ringraziandolo per il lavoro svolto nel corso del suo incarico.

La Federazione Il Jazz Italiano, costituita da AFIJ, ANSJ, DJeP AFAM, I-Jazz e MIDJ, ha nominato Paolo Damiani nuovo Presidente. Musicista, compositore e direttore d’orchestra, Damiani è una figura di riferimento nel panorama del jazz italiano ed europeo, con una lunga esperienza anche nella didattica e nella progettazione culturale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti artisti internazionali e ha guidato proprie formazioni nei principali festival, oltre a ricoprire ruoli di rilievo come la direzione dell’Orchestra Nazionale Francese di Jazz. Accanto all’attività artistica, ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo del sistema jazzistico italiano: ha fondato e diretto il Dipartimento Jazz del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma ed è stato tra i fondatori delle principali associazioni di settore, tra cui MIDJ e I-Jazz, oltre ad aver presieduto dal 1996 al 1999 l’ ANMJ (Associazione Nazionale Musicisti Jazz). Dal 2014 dirige l’ONJGT ( orchestra nazionale jazz giovani talenti), prodotta dalla Fondazione Musica per Roma. Ha collaborato a lungo con il Ministero dell’Università e Ricerca, sia come membro del CNAM nominato per chiara fama, che come componente dell’ANVUR. Nel 2008 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere per meriti artistici.

Su proposta del Presidente Paolo Damiani, il Direttivo ha inoltre approvato all’unanimità la nomina di Roberto Catucci già Vicepresidente, e di Gianni Denitto come Vicepresidenti. Le nuove nomine contribuiscono a definire un assetto condiviso, fondato su competenze ed esperienze diverse, in grado di rappresentare in modo ampio e articolato il panorama del jazz italiano.

Si apre così una nuova fase di lavoro per la Federazione, orientata a rafforzare il ruolo di rappresentanza del settore, a sostenere la crescita delle progettualità artistiche e a promuovere il valore culturale del jazz in Italia e nel contesto internazionale.

 

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Di seguito riportiamo il Manifesto Programmatico redatto dal nuovo Presidente Paolo Damiani, che ne delinea visione, obiettivi e linee di indirizzo.

 

Federazione Nazionale Il Jazz Italiano

Idee per azioni future
di PAOLO DAMIANI
musicista, Presidente Federazione Il Jazz Italiano

Estetica ed etica come fondamento dell’arte

Nel 1987 il poeta Josif Brodskij, durante il discorso di ringraziamento per aver vinto il Premio Nobel affermò che…’’ l’Estetica è la madre dell’Etica’’. L’arte, quindi, genera ed esprime fondamentali valori etici e morali; perciò, deve far parte del nostro quotidiano: perché crea comunità e senso di appartenenza, in un condiviso sistema di affetti che coinvolge i sensi e la mente, favorendo la crescita e la conoscenza.

L’esperienza artistica come pratica condivisa e diritto universale

L’esperienza artistica deve essere condivisa da tutti, sia nella produzione che nella fruizione: in ogni essere umano esiste un potenziale artistico e musicale che una società civile deve valorizzare, grazie alla formazione e alla pratica strumentale e vocale. Ricerca e produzione artistica sono interdipendenti, vivono l’una in funzione dell’altra e richiedono progettualità, creatività e naturalmente sostegno economico: l’artista scava in profondità, la sua azione è patrimonio comune e rappresenta una lezione di libertà e responsabilità.

Arte, società e qualità della vita

L’arte è un presidio sociale che accresce la qualità della vita, il benessere e la coesione, è il miglior antidoto alla solitudine, all’emarginazione e alla violenza, rappresenta uno straordinario strumento contro il degrado urbano. La creazione artistica non è l’ornamento di una Società, ne rappresenta la coscienza.

Parole chiave dell’azione culturale

Le parole d’ordine sono innovazione e ricerca, formazione, produzione, diffusione, lavoro.

Funzione e identità della Federazione del Jazz Italiano

La Federazione del Jazz Italiano, struttura tra le più significative in Europa, rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra soggetti diversi, al di là degli interessi particolari. Essa svolge funzione di rappresentanza presso le Istituzioni dei valori espressi dalle associazioni nazionali affiliate, senza sovrapporsi ad esse ma ponendosi come struttura di supporto nell’interesse comune. Le associazioni aderenti esprimono alta qualità nel mondo del jazz italiano sotto il profilo della formazione, ricerca, produzione e creazione artistica, diffusione. La Federazione si propone inoltre di coinvolgere anche altre realtà di assoluto profilo presenti in Italia. La Federazione svolge anche una funzione di stimolo presso gli associati, invitandoli comunque a progettare autonomamente nel rispetto della visione comune. Contro i pesanti condizionamenti dell’Industria Culturale, la Federazione intende promuovere la qualità nell’ascolto e lo sviluppo della musica dal vivo, sia nei grandi festival che nei piccoli club.

Riferimento statutario

Dallo statuto della Federazione, art. 4: La Federazione promuove e sostiene la creazione artistica, e persegue la tutela dei valori e degli interessi culturali, sociali, e imprenditoriali del sistema del jazz.’’

Dati sulla crisi degli investimenti culturali

Solo due dati provenienti da Federculture:

  1. Nel 1955 l’Italia investiva lo 0,8 % del proprio bilancio (PIL) in cultura, oggi lo 0,3 %, la metà della Francia e ben sotto la media europea.
  2. I privati disposti a investire in cultura sono calati del 40% negli ultimi anni. Urgono meccanismi di politica fiscale che - mediante esenzioni, detrazioni, crediti d’imposta- favoriscano investimenti e sponsorizzazioni da parte di imprenditori privati. La questione è particolarmente sentita nelle periferie e nei piccoli centri: Sarebbe interessante poter far accedere i comuni sotto i 15-20.000 abitanti a un fondo specifico destinato ad attività culturali.

Necessità di intervento pubblico e riforme strutturali

E’ necessario:

  • Sostenere una crescita e una diversificazione degli investimenti pubblici nel settore musicale, garantendo maggiore equilibrio e innovazione, con particolare attenzione alle musiche contemporanee, al jazz e alle musiche improvvisate.
  • Riorganizzare il FNSV e la commissione musica, aumentando il numero dei componenti per favorire concretamente la pari dignità dei diversi generi musicali, oltre l’esiziale contrapposizione colto - popolare; è indispensabile aggiornare gli strumenti normativi, considerando che la legge n. 800 del 1967, pur nella sua lungimiranza, non riflette più la complessità del panorama musicale contemporaneo. E’ pertanto indispensabile che la Commissione esprima competenze ampie e diversificate.
  • Sostegno della musica dal vivo, delle residenze d’artista, delle etichette discografiche e dei festival indipendenti più esposti ai rischi della sperimentazione, che abbiano una direzione artistica autorevole e che inventino progetti originali e sorprendenti: creazioni multimediali in cui far incontrare la musica con altri linguaggi, spazi per nuovi talenti nell’equilibrio di genere, iniziative di formazione verso la creazione di nuovi pubblici.
  • Attenzione ai lavoratori con maggiore incertezza economica, soprattutto a quelli autonomi il cui reddito deriva esclusivamente da attività concertistiche e performative, e a quelli compresi in fasce di età che non vengono supportate da fondi e bandi. Sostenere i jazz club, luoghi dove storicamente questa musica nasce e si sviluppa.
  • Creare nuove orchestre soprattutto giovanili, una Orchestra Nazionale Jazz, concorsi aperti a tutti e non solo a musicisti under 35, valorizzazione e sostegno delle formazioni scolastiche con il supporto di esperti del comparto AFAM e degli esperti (Formatori delle musiche audiotattili) delle scuole di musica del terzo settore.
  • Attenzione alle tematiche di gender balance attraverso raccolta dati, attività volte a sostenere, sensibilizzare e incentivare progetti e una partecipazione più equa per ciò che riguarda la parità di genere.
  • Attenzione particolare ad attività pensate per fasce di studenti in età scolastica, e giovani musicisti/studenti di conservatorio e di scuole di musica del terzo settore. Collaborazioni con le associazioni che si occupano della tematica.
  • Valorizzare le produzioni interdisciplinari, con particolare riferimento al rapporto tra fotografia e jazz, entrambe sono arti del tempo dell’improvvisazione e dell’ascolto.

Jazz e fotografia come linguaggi interconnessi

La fotografia nel mondo del jazz non è solo documentazione, ma interpretazione visiva di un linguaggio sonoro che ha avuto un ruolo fondamentale nel costruire l’immaginario del jazz. Senza gli scatti di fotografi la storia del jazz sarebbe meno tangibile, le immagini hanno fissato volti, atmosfere, club fumosi, momenti irripetibili, pensiamo ai ritratti di Miles Davis o John Coltrane dei quali quest’anno ricorre il centenario: non solo foto, ma icone culturali. Nel jazz, fotografare significa ascoltare, non basta vedere, bisogna anticipare il gesto, percepire il climax musicale, entrare in sintonia con il musicista.

Patrimonio e memoria del jazz italiano

  • Istituzione dell’Archivio Nazionale del Jazz Italiano.
  • Attività di raccolta dati che riguardino i diversi ambiti del settore, per avere maggiore conoscenza delle diverse esigenze e criticità.

§  Internazionalizzazione e diplomazia culturale.

  • Sul piano internazionale, è necessario incentivare la circolazione degli artisti italiani in Europa e nel mondo, favorendo al contempo l’ospitalità di musicisti stranieri. Una maggiore sinergia tra il Ministero della Cultura e il Ministero degli Esteri consentirebbe di valorizzare appieno il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura all’estero.
  • Interazioni con la Commissione Cultura del Parlamento Europeo che ha appena istituito La 'Bussola culturale per l'Europa' (Culture Compass for Europe), un quadro strategico volto a rafforzare il settore culturale europeo.

Jazz nei media

Un ulteriore ambito strategico riguarda i media: è indispensabile ampliare la presenza del jazz in radio e televisione, attraverso nuovi programmi dedicati.

Lavoro e tutele dei professionisti dello spettacolo

Semplificare e unificare le posizioni fiscali e previdenziali dei lavoratori autonomi dello spettacolo al fine di tutelare i loro diritti professionali secondo le caratteristiche discontinue e intermittenti delle diverse attività svolte (performative, didattiche, di consulenza) ed agevolare da parte dei datori di lavoro le procedure di assunzione rendendole così competitive e vantaggiose.

Riforma della formazione musicale e sistema integrato

Riforma del comparto AFAM (Alta Formazione Musicale) in collaborazione con il MUR.

Creazione di un sistema integrato tra settore pubblico e terzo settore basato sui principi di sussidiarietà orizzontale (art. 118 della Costituzione) e su modelli europei già operanti (EMU European Music Union)

La musica nella scuola come diritto universale

La Musica a Scuola: l’alfabetizzazione artistica ha lo stesso valore di quella linguistica, bisogna prevedere un coro e un’orchestra in ogni scuola, rendendo la pratica musicale un momento essenziale del curriculum di ogni studente; la scuola ha il dovere di garantire le competenze musicali irrinunciabili per tutti gli studenti.

Formazione e continuità educativa

La formazione dei giovani rappresenta la condizione per la produzione artistica, realizzata nel curricolo scolastico anche attraverso laboratori, progetti di educazione musicale di base e percorsi di alfabetizzazione strumentale realizzati in concorso con il sistema integrato pubblico/terzo settore già promossi e largamente diffusi dalle scuole di Musica da diverso tempo.
E’ necessario individuare incentivi volti a sostenere l’avvicinamento delle nuove generazioni al jazz, anche promuovendo intese con MIM e MUR per la diffusione e la pratica del jazz nelle scuole italiane, a partire dalla prima infanzia.

Il ruolo dello Stato nella produzione culturale

Lo Stato ha il compito istituzionale di promuovere le progettualità che favoriscano processi di innovazione artistica, attraverso residenze d’artista, commissioni di composizioni originali, creazione di nuove orchestre giovanili e di centri di produzione e ricerca, riconoscendone cosi la funzione sociale; deve inoltre sostenere la musica dal vivo, i capitali destinati alla cultura rappresentano un investimento, non un’elargizione: il vero profitto della cultura è la crescita sociale del Paese, che nel tempo consente anche ricadute di tipo economico: le opere dell’ingegno non possono sottostare a leggi di profitto immediato, la ricerca vive su tempi che devono essere rispettati.

 

 


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venerdì, Aprile 17th, 2026

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